Site icon

RACETIME! Vespa Corse Italia – Intervista con Stefano Bono

Guarda mamma, come a Le Mans!

Vespa Corse Italia – Intervista con Stefano Bono

Ciao a tutti amici di Scooterismo.it, oggi inauguriamo la nuova rubrica RACETIME! presentandovi Stefano Bono, fondatore di Vespa Corse Italia, nonchè organizzatore di numerose manifestazioni corsaiole dedicate agli scooter d’epoca in tutto lo stivale!

SC- Allora Stefano, prima di parlare del Vespa Corse Italia, parlaci un po’ di te, da dove vieni e di come è nato l’amore verso gli scooter d’epoca! Qual’è stato il tuo primo scooter e come e quando hai iniziato a elaborare questi Ferri vecchi!?

SB- Ciao a tutti, malati e non di questa bellissima passione che è lo scooter d’epoca!
Da dove cominciare? Diciamo che in Liguria, dove vivevo, la Vespa è stata ed è tutt’ora il mezzo preferito per spostarsi comodamente e già da bambino mi innamorai della Vespa perché mio padre aveva un bellissimo GS 150 terza serie riverniciato color verde bottiglia (i puristi storceranno il naso ma da bambino impazzivo per quello strano mezzo a due ruote) che poi vendette (mannaggia!!!).
Arrivarono i 14 anni e, mentre nella mia cittadina giravano i PX, mi lasciai ammaliare dal PK, che uscì proprio quando avevo 14 anni. Dovetti aspettare un anno per averla, usata e rigorosamente quando non veniva usata da mia madre. Il caso vuole che anche questa fosse verde (metallizzato)! Alla prima uscita feci 100 km in un botto. E feci un sacco di chilometri per imparare a guidarla come una moto. Aveva un 102 Polini montato con carburatore e rapporti originali, il come è iniziata l’elaborazione lo immaginate tutti…

All’epoca frequentavo l’officina di un amico di mio padre che faceva le gare in salita con il sidecar, insomma si parlava di motori e di corse e rimasi fulminato da quel mondo.
Con gli anni passai al PE200, rigorosamente elaborato anche questo, per poi tornare alla Vespa Smallframe dopo un breve periodo di assenza. Quella stradale che ho oggi, un PK, ha fatto nascere una bellissima amicizia con un altro malato di due tempi ed è anche il mezzo che mi ha fatto riscoprire le elaborazioni e le corse con gli scooter a marce.

Bagarre!

SC- Come ti sei avvicinato al mondo delle corse? Sei partito con Vespe/Lambrette o vieni da altre categorie?

SB- Tutto parte dalle scorribande in Vespa degli anni più recenti. In zona Sanremo, io e il mio caro amico Fulvio, avevamo sempre il palmo pruriginoso da grattare sul manubrio della Vespa per cui ho cominciato, come tanti, su strada rendendomi però conto molto presto che la pista era il posto migliore dove sfogare i bollenti spiriti. Questa decisione fu meno facile del previsto perché avendo in mente le gare in salita ero convinto che girare in pista mi avrebbe annoiato.
Mi sbagliavo ovviamente e mi sono ritrovato a preparare, con quello che avevo, una Vespa Special che possiedo tutt’ oggi e che è stata la mia compagna di gioco nelle prime uscite. Abitando vicino alla Francia ho cominciato proprio là a correre, nel Challenge Scootentole, di cui ho fatto parte come organizzatore per oltre 5 anni. Ho conosciuto piloti, preparatori e tanti appassionati che con gli scooter d’epoca si danno battaglia sulle piste d’Europa.
Questa esperienza mi ha permesso di incontrare anche gli italiani e di conoscere da vicino anche l’avversario storico della Vespa, la Lambretta. Ed ho persino avuto la possibilità di correre con Luca Bortoletto e la sua meravigliosa Lambretta. La vidi per la prima volta a Magny Cours nel 2013 e me ne innamorai. Mai e poi mai avrei immaginato che un giorno avrei potuto cavalcare la sua bellissima silhouette, uno sballo!

SC- Quando nasce Vespa Corse Italia? Quali esigenze ti hanno spinto a creare questo movimento? Sei solo o hai dei compagni di avventure?

SB- Era già da qualche anno che i piloti italiani mi chiedevano come fare per organizzare le gare nel nostro Paese. Collaboravo marginalmente alla organizzazione della 10 ore di Pinasco come responsabile delle verifiche tecniche fin dall’inizio, ma solo l’anno scorso mi è capitata l’occasione di conoscere “il dietro le quinte” e contemporaneamente ho avuto la possibilità di organizzare una 3 ore di endurance a coppie. Insomma da quell’evento, ricco di emozioni importanti per me, nasce l’attività odierna del Vespa Corse Italia. Mi sono messo a studiare la normativa sportiva e quella sulle associazioni dilettantistiche per varare il primo calendario italiano endurance. Mi muovo quasi in solitaria supportato da quell’angelo biondo della mia compagna e da tanti amici che mi danno una mano in vario modo. Il resto viene da sé, sono un po’ animale da palcoscenico e confesso che mi piace stare in mezzo alla gente a chiacchierare, bere, curiosare i mezzi, sentire le loro storie ma anche aiutare a risolvere e creare nuove amicizie.

SC- Si ritorna alle gare di accelerazione, alle endurance e in generale sembra che le corse per scooter classici stiano tornando ai fasti di un tempo, con sempre più produttori (grandi e piccoli) e preparatori coinvolti! Ricordo che, una decina di anni fa, ci fu il primo approccio con il circuito VPI, che per certi versi aveva una formula molto “rabbiosa” che spingeva piloti e propulsori al limite visto le durate molto brevi delle gare, che partì discretamente ma ebbe un ciclo vitale molto corto. Al contrario, negli ultimi 3/4 anni, sembra che la formula endurance sia la più affollata! Secondo te come mai?

SB- Ho cominciato a vedere il declino delle gare sprint fin dagli albori della mia presenza in pista. Ricordo che quando mi approcciai al campionato francese rimasi stupito nel leggere che alla gara internazionale di Mirecourt fossero presenti 165 piloti. Alla prima partecipazione in quella gara, nel 2013, eravamo oltre 120 e solo nella mia classe eravamo 42! Anche se il numero massimo degli ammessi per ogni manche era 35. Erano numeri da capogiro confrontati con quelli del VPI dove già si vedevano gli effetti della spinta alla massima prestazione motoristica. È proprio questa la causa del declino delle gare sprint anche all’estero, quest’anno Mirecourt ha fatto poco meno di 70 piloti mentre le gare endurance continuano ad avere un forte appeal. Il motivo? Ce ne sono tanti ma è soprattutto il fatto di poter correre per un tempo superiore a quello delle gare sprint. Aggiungi che anche i piloti meno veloci in assoluto possono ottenere prestazioni di tutto rispetto sulla durata e che le differenze anagrafiche si appiattiscono. Inoltre, pur rimanendo un ambiente competitivo, il clima che si respira è quello delle gare anni 80 con la gente che si aiuta reciprocamente affinché tutti possano correre e godere di questi eventi.

Il motivo del successo delle gare Endurance? Anche i piloti meno veloci e più  anziani possono ottenere prestazioni di tutto rispetto nella lunga durata! L’aria che si respira è quella delle gare anni ’80, tutti si aiutano reciprocamente affinchè tutti possano correre e godere appieno l’evento!

SC- Parlaci un po’, riguardo agli eventi Vespa Corse Italia, dei regolamenti, dei veicoli che possiamo utilizzare, delle modifiche richieste e delle categorie a cui si può partecipare.

SB- Il regolamento del Vespa Corse Italia è stato scritto facendo tesoro delle esperienze all’estero, Francia e Spagna soprattutto, ma anche dei buoni esempi che arrivano dai nostri compagni teutonici. Nel farlo, ho privilegiato soprattutto la sicurezza, perché l’intento è quello di passare del tempo insieme divertendosi e tornare tutti a casa sani e salvi.
Sono ammessi tutti i tipi di scooter tradizionali, prevalentemente Vespa, Lambretta e le loro derivate (LML, Serveta, ecc.) ma non escludo che si possano ammettere in futuro anche altri mezzi purché rigorosamente con le marce e telaio tubolare o in lamiera. Se cercate bene su Facebook troverete il simpatico equipaggio di Erasmo Bella che ha partecipato all’endurance di Magny Cours in sella ad uno splendido scooter Zundapp 250! Ecco, questo è uno degli esempi che mi piacerebbe rivedere in pista.
Attualmente abbiamo 5 categorie: Lambretta, Small proto e derivate dalla serie, Large proto e derivate dalla serie. Quasi tutte le categorie non hanno vincoli riguardo le elaborazioni, tranne per le derivate dalla serie, che sono sostanzialmente i nostri Scooter di tutti i giorni con una preparazione leggera (cilindro e carburatore più grossi con marmitte stampate ed espansioni vietate). Credo che quest’ultime categorie siano le più interessanti del Vespa Corse Italia e quelle che possono permettere a tanti di avvicinarsi alla pista in modo semplice ed economico.

Stavo per dimenticare la cosa più importante! Vespa Corse Italia non è solo endurance, ma anche eventi trasversali! stiamo lavorando ad un evento sul ghiaccio per il prossimo inverno ma il sogno nel cassetto sarebbe proporre un evento tipo  Dirt Quake inglese, dedicato però ai soli scooter d’epoca. Insomma ci piacerebbe tanto vedere piloti dell’asfalto e del cross darsi battaglia su un terreno di gioco comune!

Gomme chiodate e guida di traverso! Snow track!!

SC- Quanto può costare preparare un mezzo di livello base per cimentarsi negli eventi Vespa Corse Italia? e da quante persone (minimo) deve essere composto un team?

SB- Il costo di preparazione di un mezzo può variare dal migliaio a svariate migliaia di euro a seconda della categoria che si sceglie. Un appassionato con un pochino di dimestichezza nella meccanica e un pochino di manualità può tranquillamente cimentarsi nella realizzazione di una small derivata dalla serie ma anche di un proto.
Le gare più lunghe sono ovviamente più impegnative da un punto di vista fisico e richiedono un minimo di organizzazione al box, ma posso assicurarvi che un team composto da 3 piloti riesce a fare una 10-12 ore senza supporto esterno. Generalmente è meglio farsi dare una mano da amici e conoscenti per il rifornimento e per le attività di base a bordo pista.
Ci sono poi squadre che vengono per il solo divertimento e riempiono il numero massimo di persone ammesse per ogni squadra (minimo 3 e massimo 5 piloti per un massimo di 7 persone totali in squadra). La 3 ore a coppie si può fare in tutta sicurezza e godimento con 2 piloti e un aiuto o due ai box.

SC- Sono richieste particolari “patenti o attestati” di guida per partecipare agli eventi del Vespa Corse Italia ? Quali dispositivi di sicurezza sono obbligatori e quali consigliati?

SB- Corriamo con il patrocinio e sostegno continuo di AICS Motociclismo grazie all’eccezionale Dario Lamura che ci dispensa sempre importanti consigli. La regolamentazione sportiva prevede quindi il rilascio di autorizzazioni speciali, le licenze, che devono essere obbligatoriamente accompagnate da un certificato medico sportivo per la pratica agonistica del motociclismo. Queste licenze sono valide per tutti gli eventi AICS e non solo per la nostra specifica disciplina quindi chi è tesserato può tranquillamente partecipare agli eventi cross, pit bike, accelerazione e molto altro, tenute sotto l’egida di AICS. Voglio rassicurare tutti in merito alla richiesta e ottenimento della licenza perché l’associazione di cui faccio parte fornisce supporto gratuito a tutti, anche nella compilazione dei documenti oltre che nelle altre pratiche amministrative necessarie. Per correre occorre vestirsi di conseguenza: tuta, guanti, stivali, casco e paraschiena. Si trovano dei buoni usati oppure delle occasioni anche per le tute. Accettiamo anche le tute divisibili, a condizione che siano unite dalla cerniera, mentre per i caschi ammettiamo anche quelli da cross con la mascherina. Chiaramente sollecitiamo tutti a cercare di migliorare il livello di protezione ed abbiamo un accordo di collaborazione con un piccolo produttore locale per tute, guanti e stivali.

SC- Dove si tengono, usualmente, le gare di endurance del Vespa Corse Italia? Che durata hanno?

SB- Le gare si tengono in circuiti da moto o kartodromi, purché adeguati agli standard di sicurezza indispensabili per le nostre manifestazioni.

Forte dell’esperienza all’estero tengo molto in considerazione la conformazione del circuito per garantire che tutti possano lottare per il podio, indipendentemente dal mezzo utilizzato. secondo me, È un aspetto fondamentale per far sì che le Vespa large e le Lambretta tornino a popolare i circuiti.

Le durate variano in funzione dell’evento. Quest’anno abbiamo una 10 ore, una gara a chilometro che dovrebbe durare poco meno di 7 ore ed una 3 ore. Mi piacerebbe proporre nel 2020 una classica 6 ore come fanno gli spagnoli e sono alla ricerca del circuito. Il 2020 potrebbe essere anche l’anno giusto per un evento dimostrativo o didattico.

SC- Cosa consiglieresti agli aspiranti piloti che vogliono lanciarsi nel mondo delle competizioni per scooter d’epoca?

SB- In primis, venite a conoscerci! Il paddock è sempre aperto e gli animi delle squadre molto accoglienti. La pit lane invece è usualmente chiusa a chi non partecipa alle competizioni, ma con le opportune precauzioni e debitamente accompagnati, i visitatori possono vedere da vicino quello che accade durante la gara. Qualche fortunato poi potrebbe anche avere la fortuna di partecipare in prima persona alle verifiche tecniche insieme ai nostri tecnici.
L’altra cosa che consiglio caldamente è quella di partire dalle derivate dalla serie. Si impara (si cade! NdR), si fa esperienza, si cresce e ci si prepara per il salto nella classe superiore.
La migliore squadra è fatta dagli amici di sempre, quelli che ti conoscono da tempo, nel bene e nel male, ma soprattutto quelli che capiscono la tua follia. Quindi trovatevi al bar o alla grigliata della domenica e ragionate insieme da dove partire. E se avete un dubbio, una richiesta, una domanda, chiamatemi senza pensarci due volte, sono a vostra disposizione.

SC- Presentaci i prossimi eventi in calendario!

SB- Il calendario del Vespa Corse Italia quest’anno prevede 3 appuntamenti:
– la Italian Ten Race (che si è già disputata lo scorso 29 Giugno) sulla distanza di 10 ore a Castelletto di Branduzzo.
Pomposa 500, gara di durata sulla distanza di 500 km sul nuovo circuito di Pomposa (evento supportato anche da noi di Scooterismo.it! NdR)
Vespa Revolution, in collaborazione con l’amico Sem Righetti di Vespacrossitalia, che si terrà ad Ottobiano il prossimo 19 Ottobre e che crediamo sia la vera novità in questo settore. I piloti potranno partecipare sia alla sola gara di cross che alla gara di endurance oppure a tutte e due. L’endurance sarà a coppie sulla durata di 3 ore e, per la prima volta in Italia, in notturna.

Vi aspetto numerosi per conoscervi anche solo come spettatori o curiosi e, perché no, per avvicinarvi a questo mondo di matti.

È arrivato il momento di salutarci e di ringraziare.
Il primo pensiero va alla mia compagna che mi ha spinto a mettermi in gioco e gioire delle belle emozioni che mi trasmettono le squadre e i piloti. Quindi il primo ringraziamento va a lei.
Ringrazio poi i sostenitori delle nostre gare, senza il loro contributo non sarebbe possibile organizzare gare a costi ragionevoli per tutti. Mi hanno ascoltato, mi stanno seguendo e mi stanno sostenendo in questo cammino.
Non posso assolutamente dimenticare di citare tutti coloro che ci stanno offrendo i prodotti che ad ogni manifestazione distribuiamo ai nostri partecipanti. Il momento del rinfresco è bellissimo e la tombola rende indimenticabile la partecipazione alle nostre gare.
E come non parlare dei protagonisti delle nostre gare? Li ringrazio e virtualmente li abbraccio tutti per la partecipazione calorosa ad ogni gara, i consigli, le chiacchiere e le birre ghiacciate!
Gegio, last but not least, ti ringrazio per questa bella opportunità di far conoscere questo mondo.
Un arrivederci invece lo mando a tutti i lettori con la speranza di vederli in pista e a bordo pista!

Per ulteriori informazioni potete iscrivervi al gruppo Facebook del Vespa Corse Italia cliccando sul link qui sotto:

Next: SCOOTERNEWS! Disco graduato per Lambretta LUI e J Casa Performance
Exit mobile version