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Crimaz. Dritti al punto.

Crimaz. Pomposa 2019.

Crimaz. Dritti al punto.

Oggi, per la rubrica Racetime, vi voglio presentare, anche se penso che non ce ne sia bisogno, Cristian Mazelli ed i suoi prodotti. CRIMAZ appunto, dalle prime 3 iniziali del suo nome e del suo cognome! Per chi mastica qualcosa di elaborazioni ed innovazioni per Vespa, di certo un nome di rilievo, sempre pronto a stupire con soluzioni estremamente tecnologiche e all’avanguardia.

Dietro il progetto Crimaz, con il suo logo a quadrifoglio, c’è Cristian. Malato di motori sin dalla tenera età, si diletta con ottimi risultati con gli auto-modelli, vincendo alcuni Campionati Italiani; dai 12/13 anni passa, come molti di noi, ad elaborare di nascosto il motorino di famiglia, per poi ricevere la sua prima Vespa 50. Sarà amore a prima “guida”. Negli anni ’90 affina le sue tecniche sul 2T, sviluppando giorno dopo giorno un approccio fuori dagli schemi. Una ricerca continua che punta all’ “eccesso di eccellenza”, così come me lo descrive durante la nostra intervista. Lega la metodologia vecchia scuola del “do it yourself” con lima, fresino e “occhio” con una attenta progettazione di ogni singolo aspetto dei suoi prodotti. Le sue Vespa da pista sono un insieme di avanguardia, cura e cuore, degne di un paddock F1.

Crimaz vanta circa 30 anni di esperienza nel circuito degli scooter d’epoca, dalle impennate davanti al bar, attraverso raduni e raid, fino ad approdare al mondo delle gare con il VPI. Se il VPI ha il merito di rispolverare dal dimenticatoio Vespa e Lambretta da corsa, di sicuro Crimaz, insieme a molti dei suoi attuali concorrenti più “artigianali” (passateci il termine), ha il merito di aver creduto nell’Universo delle elaborazioni portandole ad un altro livello. Questo culto, sta dando adesso i frutti sperati, vedendo il crescente interesse per il circuito Endurance, Cross e Accelerazione.

Alcune info? Nel 2009 si laurea campione Italiano VPI, con tanto di vittoria all’esordio sulla pista di Corridonia, preparando e guidando la sua Vespa, allenandosi con costanza ogni Domenica con qualsiasi temperatura e condizione meteo. Affinando un rapporto quasi simbiotico con il suo scooter.

Sempre durante la stagione 2009, a Siena, Crimaz presenta per la prima volta un freno a disco idraulico posteriore da 200mm (vedi galleria sotto), con mozzo ricavato dal pieno, ispirato ai cerchi Speedline della Lancia Delta Integrale e dei tubeless scomponibili, spingendo ancora una volta la concorrenza ad inseguirlo. Brevetta la staffa anti affondamento per le forcelle originali Vespa Smallframe, che risolve dopo lungo tempo l’annoso problema di tenuta e frenata. Senza dimenticare il kit di conversione con rallino a cremagliera stile HP per coperchio frizione ET3 leva lunga. Oppure uno dei primi accorgimenti “pistard”, risalente alla prima stagione VPI 2008/09, ovvero la sella racing con le ali, geniale intuizione di papà Lucio, autentico garzone di bottega con l’occhio lungo, che migliora l’appoggio del pilota, garantendo uno stile di guida migliore e meno provante. Ma la lista è molto più lunga: componenti e kit completi per frizioni Small & Large, innovativi pignoni conici, kit freni a disco anteriori “perimetrali”, anch’essi brevettati, con pompe adattabili senza modifiche alla leva freno originale con tanto di serbatoio per l’olio a scomparsa, ingranaggi, crociere. Tutto progettato e prodotto usando esclusivamente i migliori materiali sul mercato.

Crimaz si mette sempre alla prova, pensando fuori dagli schemi, realizzando spesso qualcosa di incredibile che, per quanto estremo potrà essere, sarà sempre plug and play, reversibile e nel pieno rispetto del mezzo. Un paradosso.

Una grande attenzione sta nella fase di progettazione e test del prodotto finale, dove Cristian mette sempre, come dice lui: “Serietà, Disponibilità, Sudore, Cuore & Culo, oltre che la Faccia”.

Crimaz

Dalle esperienze primordiali come tester Quattrini, (lo stesso Quattrini che lo spingerà a crearsi la propria gamma di elaborazioni), si arriva alla consacrazione del Marchio Crimaz, 6 anni fa’, che diventa un lavoro a tempo pieno a tutti gli effetti. Si dice che facendo un lavoro che piace e stimola non sembrerà mai di lavorare, per questo Cristian si dedica al suo per 16 ore al giorno!

Telaio Crimaz Indy 1.0 – Benvenuti in una nuova era.

L’ultima novità che abbiamo intravisto nei social è il Telaio Indy 1.0. Assolutamente da matti! Realizzato in fusione di alluminio, in grado di essere totalmente personalizzato in base alle esigenze del cliente finale. In grado di ospitare motori Small o Largeframe, per pista o cross, dotato di un forcellino e di un attacco motore rinforzato. Lo spazio dedicato al perno motore, per il fissaggio dei carter, è stato allargato di 11mm per lato, soluzione che permette di ottenere un centraggio perfetto della ruota, utilizzando un cerchio con canale da 2.5 pollici invece che il classico da 2.1. Vengono fornite delle apposite boccole che possono essere comunque adattate a discrezione del cliente per le più svariate ed impensabili conversioni. Il Telaio Indy 1.0 di Crimaz, ha le sedi per i tamponi anticaduta già predisposte, e testate, in oltre 10 anni di competizioni, nei punti strategici. E’ dotato di un canotto di sterzo regolabile con cuscinetti oscillanti, che consentono di variare l’inclinazione del canotto stesso di alcuni gradi, semplicemente agendo su una piastra! Senza smontare nulla! Neanche nella Superbike! Questa soluzione consente di andare ancora oltre, permettendo di adattare il telaio ai circuiti e allo stile di guida del pilota. Un telaio su misura praticamente! Sempre la zona anteriore è stata progettata per ospitare la forcella ET2/ET4 o ZIP SP senza modifiche aggiuntive ed eliminando i ricorrenti problemi di “effetto dragster” e sulle battute di fine corsa della forca.

Crimaz sta attualmente testando in prima persona il nuovo telaio, e sarà possibile visionarlo durante la giornata di prove libere per la Pomposa 500, il prossimo 18 e 19 Settembre. Le novità non sono finite qui, perchè da vero libero pensatore, Cristian vorrebbe migliorare una delle sue creazioni più utopiche, l’utilizzo del sistema di ammortizzazione al posteriore PRO-Link, di derivazione motociclistica. Il primo approccio “artigianale” a questa soluzione ci fu’ nel 2010, sempre nel VPI, adattò, dopo lunghe fasi di studio, progettazione e prove pratiche, un ammortizzatore ZIP per lavorare in modo orizzontale, anzichè verticale, tramite un giunto “bilanciere” con Uniball. Chissà che i tempi non siano finalmente maturi per vedere una versione definitiva per i Telai Indy 1.0

Gli aspetti che più mi hanno colpito di Cristian, durante la nostra intervista, sono senza dubbio la conoscenza, la meticolosità, la competitività ma allo stesso tempo la necessità impellente di dover sempre spostare l’asticella più in alto, di dover ricercare sempre qualcosa che ancora non è stata esplorata o applicata agli scooter d’epoca. Questo probabilmente gli rende un gran merito. E’ grazie a questi “personaggi” che ancora oggi, nel 2020, possiamo continuare a farci stuzzicare la fantasia riguardo a questi ferri vecchi, che altrimenti se ne starebbero a marcire in qualche pollaio!

A presto con altre novità by Crimaz!

Qui sotto potete trovare i recapiti per ulteriori info ed acquisti!

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