Dr. Martens. Più di una scarpa.
Come tutte le mode dell’ultima ora, le radici spesso sono più profonde rispetto a quello alla quale abbiamo attinto. Una semplice calzatura come gli “anfibi” Dr. Martens, attualmente indossata, ahimè, pure dai cani, con una qualità ridicola, nasconde storie che profumano di asfalto, risse, stage diving, creste e stile. Ecco, proprio lo stile, mi sa che lo abbiamo perso un po’ strada facendo. Abbagliati come siamo dai followers, dall’apparire senza sapere, dal fare scendendo troppo a patti.
Padre perdonali perchè non sanno cosa fanno… Dr. Martens indossati da maranza, oppure con dei “fantasmini” dai fighetti di turno. Magari tutti slacciati e con gli inevitabili cerotti nei talloni spaccati dalla qualità cartonata del Doc made in China comprato al centro commerciale.
Partiamo da lontano e scopriamo come una semplice calzatura “ortopedica” da lavoro sia diventata un simbolo ANCHE per gli Scooterboys, perchè così presente nei guardaroba di Skinheads, Soulboys, Psychobillies e Punks, culture da cui il popolo scooterista ha sempre attinto a piene mani in termini di stile e sonorità… ma non solo, anche tra metallari e hardcore kids, per poi diventare icona dei 90’s Grunge tra Nirvana, Mudhoney, L7, camicioni in flanella e jeans “sbrindellati”. Forse ultima vera rivoluzione musicale della storia a braccetto con il Brit-Pop.
Rewind. Seconda guerra Mondiale, Germania. Klaus Märtens è un dottore che trova scomodi gli anfibi dell’Esercito, poco adatti e rigidi per adattarsi al suo piede martoriato da un incidente. Facendo di necessità virtù mette in pratica le sue conoscenze progettando una calzatura che prevede l’utilizzo di pellame morbido e di una suola in gomma realizzata riciclando pneumatici e dotata di celle ad aria. Con la fine del conflitto, con qualche colpo di fortuna ed il florido mercato nero del disarmo, il nostro dottore, acquista del pellame con il quale crea, senza molto successo, i primi esemplari….
La svolta arriva, inaspettata, nel 1947, quando Dr. Martens incontra a Monaco di Baviera il suo vecchio compagno di Università, Herbert Funck, che si dimostra interessato all’idea della rivoluzionaria suola ammortizzata, sebbene possedesse una piccola attività che produceva materiale elettrico! In breve tempo, nella ridente cittadina Baverese di Seeshaupt, aprirà il primo sito produttivo di calzature Martens & Funck! Quest’ultimo avrà l’intuizione di sostituire la gomma riciclata con un processo di stampi e PVC grezzo per le innovative suole “Waffle”.
Se pensate che da subito siano state un successo tra i giovani, vi sbagliate di grosso, la strada è ancora lunga, tortuosa e curiosa! La clientela tipo dei primi anni saranno infatti invalidi di guerra e le casalinghe over 40, che troveranno immediatamente confortevoli le suole ammortizzate per fare le pulizie ed andare a fare la spesa!!
Le vendite cresceranno esponenzialmente negli anni ’50 e sia il business che la fabbrica stessa si espanderanno di conseguenza, arrivando ad avere in catalogo oltre 200 modelli di scarpe. La svolta definitiva arriva nei primissimi Fifties . Il marchio Svizzero Gross, acquisisce la licenza per la produzione Britannica nella fabbrica di Wollaston, North Northamptonshire. Non andrà, diciamo, alla grandissima, fino al 1959, anno che vedrà l’acquisizione totale da parte dello storico marchio di calzature R. Griggs Group sia della fabbrica che del ciclo produttivo!
La prima mossa sarà Anglicizzare il nome: Dr. Martens. Via la dieresi Teutonica dalla A e via il cognome Funck, troppa assonanza al Britannico Fuck! . Sottotitolo? Air Cushioned Soles.
Il disegno del tacco viene rivisto ed arrotondato, viene aggiunta l’etichetta calzascarpa “Air Wair” sul tallone e la dicitura “With bouncing soles” sulle suole! Con questi semplici ma fondamentali accorgimenti, l’ 1 Aprile 1960 verrà prodotto il primo anfibio Dr. Martens, il modello 1460 appunto 1 – 4 – 60.
- 8 fori
- Cucitura gialla per la suola
- Tomaia Rossa “Cherry Red”, seguita poi dalla colorazione Nera.
Il 1° di Aprile del 1961 uscirà anche la versione “bassa”, denominata questa volta 1461! Distinguibile per i 3 fori.
Le forme ed i colori subiranno pochissime variazioni tra i vari modelli nel corso degli ultimi 60 anni. Grazie alla qualità dei pellami, alla struttura costruttiva, alla durata e alla resistenza agli acidi e ai grassi della suola, dicitura tutt’ora stampata nella gomma, in pochissimo tempo le Doc diventeranno una perfetta scarpa da lavoro per gli operai, i postini e pensate un po’, per i Bobbies, i poliziotti, che dovranno però annerire le cuciture gialle per poterle indossare in servizio!
Basterà poco più di un lustro ai Dr. Martens per ottenere la definitiva consacrazione da semplice workin’ class boot ad icona di stile. Nel 1966 Pete Townshend, leggendario chitarrista e leader degli Who, in pieno periodo Modernista, ne indosserà durante un concerto a Londra! Dichiarerà che era stanco di vestirsi come un albero di Natale e aveva bisogno di qualcosa di comodo e versatile in grado di supportarlo durante le sue incendiare performance sul palco!

A proposito di Mods, il movimento seminale stava giungendo al termine dopo i fasti degli anni ’60 e lo ritroveremo più in forma che mai dopo l’incendiaria ondata Punk del 1977.
Sul finire degli anni 60 le strade di Albione sono in fermento e si stanno popolando da Nord a Sud di una nuova, selvaggia ed indomita, “specie”. Si fanno chiamare “Peanut” o “Skinhead”.
Da una parte, l’ondata lisergica della Flower Power, la Summer of Love, gli Hippie capelloni che si ritrovano in pace sulle coste dell’Isola di Wight per il Festival che vede band come Jefferson Airplane, Moody Blues e Bob Dylan popolare il cartellone degli headliners, professando Amore. Dall’altra, giovani Inglesi provenienti dalle classi operaie, influenzati dallo stile importato dai Rude Boys, figli della massiccia ondata di immigrazione Caraibica, soprattutto Jamaicana, degli anni 50, pronti a prendersi a calci in faccia per un’occhiata indesiderata! Il guardaroba Skinhead “Original” prevede maglioni e cardigan, camicie, polo, donkey jacket, giacchetti Harrington, jeans “Boot Cut” o Sta-prest e l’immancabile Dr. Martens, 8 fori, a volte 10 con tanto di Steel Toe (presente nei mod. 1919 & 1942, quest’ultimo ben 20 fori!), ovvero la punta in metallo, preziosa arma impropria sulle strade di tutti i giorni tra un disco reggae, una partita di calcio ed una bella rissa!
Fatto curioso: vedere Skins e pulotti darsele di santa ragione, indossando le medesime scarpe!
I want all you skinheads to get up on your feet Put your braces together and your boots on your feet and give me some of that old moonstomping…
Roy Ellis aka Mr. Symarip – Skinhead Moonstomp – 1969
Se i Mods avevano il Parka M-65, già gli Skins della prima ondata porteranno con orgoglio i Dr. Martens ovunque, lucidati o impolverati dopo qualche notte balorda, dai concerti ai gradoni degli stadi, diventandone autentico capo distintivo che si tramanderà di sottocultura in sottocultura.
Altro episodio influente è contenuto in Tommy, film musical degli Who, uscito nelle sale nel 1975, ma tratto dall’omonimo album del 1969… Cast d’eccezione con Jack Nicholson, Tina Turner, Eric Clapton e gli stessi Who… Senza dimenticare Elton John “The Pinball Wizard”, sfidato da Tommy (Roger Daltrey), che entrerà in scena con un paio di anfibi Doc alti un metro e mezzo!!
In questa terra di mezzo, che si evolverà ancora esplodendo nella bomba del Punk nel 1977, gli Skins conosceranno le infiltrazioni del National Front Britannico, che sfrutterà la fragilità e la scarsa cultura dei ragazzi di strada per i propri scopi…
Nel mentre, questa cultura varcherà anche i confini Inglesi, creando il tutto il Mondo varianti ricche di sfumature. Una cosa è certa: il boot per eccellenza sarà sempre il Doc Martens.
A passo di carica arriva il 1977, sinonimo di Punk, travolgente e provocante, tra chiodi, spille da balia, creste, lucchetti, svastiche, borchie, tartan & droghe. Una altalena cominciata qualche anno prima tra Stati Uniti e Gran Bretagna. Sex Pistols & Ramones, Clash & Stooges, Damned & Dead Boys. Nasce per gioco, si trasforma in uno strumento fondamentale che permetterà anche ai reietti di avere la propria voce e diventare leggendari. Ed i Dr. Martens saranno sempre li, ai piedi di Sid Vicious, di Joe Strummer, Ian Dury o Billy Bragg…
Durata & Resistenza. I 2 aggettivi che maggiormente si adattano ai DM’s! Abbastanza per divenire uno dei simboli delle lotte sindacali durante gli scioperi dei minatori dei primi anni 80 (1984/85). Tanti sindacalisti indossavano le Dr. Martens. Arrivando anche in parlamento ai piedi di Tony Benn.
Nell’epoca post punk, con il Revival dei movimenti Mods & Skinhead, che daranno i natali anche a “nuovi” generi musicali come l’ OI!, una variante stradale e skinhead del punk, ed il 2 Tone, una variante Britannica dello ska, i Doc diventano ancora di più LA calzatura.

Membri di band come Madness, Bad Manners, Jam, Selecter, Last Resort, Blitz, King Kurt, Demented are Go! solo per citarne alcune, appaiono sul palco, sulle copertine dei dischi o nei servizi fotografici indossando le DM! Che ancora una volta si affermano come Icone per i ragazzi di strada di tutto il Mondo! Che voi siate un Punk, uno Skin o uno Psychobilly, le Dr. Martens non possono mancare nel vostro guardaroba.
Da questo marasma, piano piano, km dopo km, la scena scooterista, sempre rimasta in background e complice il lancio della Vespa PX sul mercato, comincia a crescere nuovamente, prendendo dagli stilemi di strada sopracitati svariati capi di abbigliamento e sonorità, miscelandoli in maniera più o meno estrema! Anche per quello che sarà il fenomeno Scooterboys una delle calzature preferite rimarrà e rimane ancora oggi il Dr. Martens! Abbinato a bomber zeppi di toppe, beer towels, Lambrette e Vespa cutdown o chopper, viaggi della speranza e weekend selvaggi a base di asfalto.
Un marchio più che mai iconico, finito come sponsor anche sulle maglie del West Ham di Paolo “Mr. Fantasy” Di Canio, che durante gli anni ’90 è stato indossato anche da Gwen Stefani, Damon Albarn, Morrisey e Will Smith nel Principe di Bel Air!
Curiosità: oltre i “Ladder Laces”, la “leggenda” vuole che i lacci bianchi fossero utilizzati negli ambienti di estrema destra, i rossi tra Sharp & Redskins, i blu per chi avesse aggredito con successo una forza dell’ordine!
Nonostante e purtroppo, la produzione dal Regno Unito sia stata delocalizzata tra China e Taiwan dopo il fallimento del 2003, con conseguente discesa in picchiata della qualità, tolti i lotti prodotti nei primi anni del nuovo corso, ci sono oasi felici come il British Boot Company di Camden Town a Londra che continuano a commerciare gli originali Made in England, capaci di resistere agli urti delle vita come nessun altra scarpa. Poi ci sono anche i Solovair… Simili ai Doc, ma suola Goodyear, ma questa potrebbe essere un altra storia!
Born Free. Ride Free.



