La scena scooterista è la più completa?

Ci sono concetti che orbitano nella mia mente per mesi, a volte per anni, che mi spingono a scavare a fondo nella Scena Scooterista. Poi li tengo stretti per me. Uno dei più importanti, e forse divisivi, riguarda la completezza di quello che amo maggiormente dopo figli e moglie, ovvero gli Scooter d’epoca. Quello che adoriamo racchiude, secondo voi, la “Scena” più completa tra le passioni a 2 & 4 ruote?

Pensateci bene. Se la dovessimo dividere in comparti, la Scena Scooterista, ha tutto. Dentro al calderone ci metto anche le galassie Vespa & Lambretta Club, seppur a margine. Molti di Noi, prima di essere fulminati sulla via di Damasco, come l’apostolo Paolo, dai ferracci marcati Innocenti & Piaggio hanno avuto imprinting radicati nella sottocultura. E viceversa. 

E’ un processo che viene da lontano, importato dalla vulcanica sottoculturalmente Albione. I Mods, per primi, legano la loro immagine agli Scooter Italiani accessoriati con Fanali, cromature, specchietti ed amenità varie, arricchiti già da un bagaglio estetico, comportamentale e stilistico fatto di un certo armadio, tagli di capelli e sonorità che svariano dal Jazz, alla black music Americana & Jamaicana, traslata poi in maniera “Bianca” da band come Who, Yardbirds, gli Stones degli albori, solo per citare le più famose. Uno stile di vita. Vero e proprio, e a 360°. Dal quale, più e più volte negli ultimi 60 anni, ha attinto a piene mani anche il “Mondo delle persone Comuni”. Vedi parka appesi in bella vista da Primark e picchi di militanza altissimi durante i vari revival. 

Dal quel movimento seminale in avanti le influenze sono permeate, si sono imbastardite più e più volte, mutando e prendendo sfumature locali, come un Virus benigno.

Dopo i Mods, travolti dall’ondata lisergica della Summer of Love, arrivarono, sul finire degli anni ’60, gli Skinhead e le varianti Suede e Hard Mod a tenere alta ed in bella vista la bandiera della sottocultura, pur avendo un interesse marginale o inesistente, inizialmente, riguardo agli scooter. Le influenze della massiccia immigrazione Caraibica dei 50’s, soprattutto Jamaicana, e dei loro figli, molti dei quali nati sui territori di sua Maestà, sono fondamentali per la creazione dell’ Humus composto da Ska & Rocksteady, bretelle, pork pie, trillby, stile da Gangster di quartiere che si mischieranno con Doc Martens, Donkey Jackets, polo, cardigan, giacche Harrington (prese in prestito dall’armadio Mods, a proposito di influenze, eh…). Dal basso dei loro anfibioni, gli “Original”, “The Spirit of 69” erano totalmente disinteressati alla politica, preferivano le strade o i gradoni degli stadi per darsele di santa ragione senza distinzione di razze. Uniti da quella certa goliardia da strada, il taglio dei capelli cortissimo, lontani dalle implicazioni e dalla propaganda del National Front dei mid-70s, che avrebbe permeato le malleabili e labili menti di una parte di questi ragazzi di strada. Ritrovandosi a dare la caccia ai Pakistani o ai colored che alla fine per una vita erano stati, perchè no, i vicini di casa. Ma questa è un altra storia… Gli Skins avranno interesse marginale negli scooter Italiani, ma saranno fondamentali qualche anno più avanti ed alcuni dei loro dogmi saranno di primo piano nello sviluppo della Scena Scooterista.

Come riportato poco sopra, i movimenti seminali di queste sottoculture hanno qualcosa in comune: spesso nascono a Londra. Successivamente si diffondono a macchia d’olio anche nel resto del Regno Unito. Mutando. Assimilando sfumature locali. Come successe al Nord, nello Yorkshire e nelle Midlands quando per la prima volta si diffonde una scena musicale: il Northern Soul.

Estetica vagamente Mod, mitigata dalla minore attitudine allo stile e alla ricerca di capi rari. Attitudine all’aggregazione, al ballo, al consumo di droghe, all’identificarsi in certi dogmi, come una tribù. Se i Mods avevano avuto delle band di riferimento, che a loro volta dall’estetica Mod avevano attinto a piene mani, vedi The Who, per i Soulboys sono il DJ e la sala da ballo a diventare delle divinità. Pronte a brillare in quelli che sono, di fatto, i primi rave della storia: gli All-nighters. Ricerca estrema di pezzi Soul music, spesso rapidi, up-tempo, anfetaminici, evocativi. Il nomignolo leggendario Northern Soul sembra sia stato coniato da Dave Godin, dj & proprietario del record shop Soul City a Covent garden, Londra. Guarda caso. Strade che si intrecciano. Mr. Godin aveva notato che molti dei tifosi delle squadre di football in trasferta dal Nord del paese non avevano il minimo interesse per i 45rpm da classifica. Preferivano dischi di autori misconosciuti, che avessero però le peculiarità di cui sopra. Catalogati quindi come NORTHERN SOUL.

Ma perchè i Soulboys del Nord sono così importanti nella creazione della Scena Scooterista? Innanzitutto continuano ad aver un interesse verso i nostri amati pezzi di ferro, mitigati nei canoni estetici come l’abbigliamento, meno accessori, meno orpelli, un occhio di riguardo maggiore alle prestazioni ed alla praticità di utilizzo. Molte officine specializzate nascono o si spostano al Nord negli sul finire dei 60’s e l’inizio dei 70’s, vedi Ray Kemp rilevare l’attività di Arthur Francis, che diventerà AF Rayspeed a Malton, Yorkshire! Dall’estetica prettamente Mod si passa ad una fase, passatemi il termine, PRE-Scooterboys. 

Un’usanza in particolare sarà fondamentale e rimarrà in uso ancora oggi. Quella delle Toppe. I Soulboys avevano infatti l’abitudine di cucirle sulle canottiere, le camicie o le borse con i vestiti di ricambio, per amplificare quel senso di appartenenza ad una certa tribù o ad un certo club. Spuntano così le patch commemorative legate agli Allnighter e ai club che li ospitano: Wigan Casino, Twisted Wheel Stoke on Trent,  Catacombs, Twisted Wheel su tutti. Toppe con il Pugno Chiuso e la dicitura “Keep the Faith” (mantieni la fede) presi in prestito dal movimento Black Power Afro-Americano, non per motivi politici ma per ringraziamento per la musica prodotta.

Le toppe come vedremo anche più avanti, avranno un ruolo fondamentale per cementare un’usanza arrivata sino ai giorni nostri, cucite e mostrate con orgoglio soprattutto su bomber e parka. Scippate anche dai Vespa e Lambretta Club con risultati discutibili.

Se volete approfondire, qui sotto trovate il video YT dedicato! Già che ci siete, lasciate un like e iscrivetevi al canale!! E’ Gratis!

La linea temporale si sposta ancora, arriviamo intrecciando queste strade parallele alla metà degli anni 70. Al nord del Regno Unito impazza la scena Northern, mentre nella vulcanica capitale arrivano le prime band USA dal sound grezzo, come i NY Dolls… Da questo sbarco, la Gran Bretagna da li a poco sarà travolta dall’incendiaria ondata Punk. Damned, Sex Pistols, Clash, Slits e quindi i mancuniani Buzzcocks daranno il là ad una rivoluzione fulminea che una volta ritiratasi, segnerà ancora una volta la Scena Scooterista. Come? Contribuendo alla riscoperta dell’estetica Mod e Skinhead, “passata di moda” poco meno di 10 anni prima… Senza dimenticare la deriva dei nuovi Teddy Boys Punkeggianti, ovvero lo Psychobilly! (Guardatevi qualche video di Stompin’ at Klub Foot su YT!)

La Piaggio, nel mentre, proprio nel 1977 presenta la Vespa PX. Nei cinema esce Quadrophenia, un’opera Modernista, al Governo sale la Lady di Ferro Margaret Thatcher con le sue politiche conservatrici e austere, siamo nel 1979. Il calderone sembra saturo per esplodere ancora… L’addizione di questi fattori con le “nuove” sottoculture del Revival Mod e Skinhead sarà un matrimonio perfetto per dare il via ad una nuova tribù che invaderà le strade di li a poco, miscelando tutti i canoni estetici e musicali dei suoi predecessori, stanchi anche delle continue invasioni politiche, e quindi le violenze, che le sottoculture di cui sopra avevano subito durante gli anni.

Warhead degli UK Subs ci aveva visto lungo e nel 1982 arriva la guerra lampo delle Falkland. Dopo un periodo di rodaggio i tempi sono maturi per l’invasione definitiva degli Scooterboys!

In fondo siamo tutti qui per una bella sbronza e farci una risata – Dj Tony Class

Ogni weekend sulle strade Britanniche si riversano Club partiti da ogni punto cardinale sulla mappa, alla ricerca di libertà dalle boiate di tutti i giorni. Pronti a scatenarsi sul dancefloor con sonorità punk, OI!, ska, 2 tone, Northern Soul, Garage e Psychobilly, spesso accompagnati da concerti di band più o meno famose o influenti per la Scena Scooterista. Gli scooter sono grezzi, tagliati, allungati oppure vere opere d’arte arrcichite dalle tematiche più care agli Scooterboys: musica, calcio, sottoculture e più tardi anche eventi storici, guerre e tutto ciò che la fervida immaginazione Scooterista propone. Le giacche sono bomber, parka, chiodi, harrington o gilet e giacchetti di jeans coperti di toppe e runner delle birre. Jeans svarichinati o sta prest, Doc Martens o Adidas Panther con calzini bianchi di ordinanza, ma anche stivaletti da pugile! Teste rasate, mullet o Quiff Psychobilly. Caschi Achilles e gonnelline hawaiane di carnevale alla King Kurt. Una miscela ESPLOSIVA e unica di stili! Una goliardia senza pari.

Si stima che durante la Golden Era degli Scooterboys, stimabile nella parte centrale degli 80’s, lontani dai riflettori tanto da meritarsi l’epiteto “The Hidden Tribe” (La tribù nascosta), ci fossero normalmente raduni da oltre 10/15mila persone! Vere e proprie invasioni di tranquille cittadine campagnole o marittime con tutte le problematiche di ordine pubblico del caso!! Senza contare i primi custom show, dove cominciano a fiorire anche scooter prettamente con velleità da Show Bike che di strada ne faranno veramente veramente poca.

Ma dopo tutto questo discorso, perchè la Scena Scooterista è da ritenersi la più completa tra TUTTE le sottoculture?

  • Lambretta e Vespa. Il veicolo. Qualsiasi stile più meno selvaggio. Includiamo anche per certi versi i Vespa e Lambretta Club, seppur si fermano all’amore per lo scooter ma non ha interesse nella sottocultura.
  • I raduni. Hanno i propri “Dogmi” e usanze. Più o meno tradizionali.
  • Il viaggio. Km con qualsiasi condizione meteo. Viaggi della speranza, guasti e avventure al limite.
  • Estetica. Ha il proprio “codice” riguardo all’abbigliamento, seppur l’armadio è preso in prestito soprattutto dai Mods e dagli Skinheads. VC & LC hanno meno interesse in questo aspetto, vedi gilet da pesca con le toppe…
  • Scena Musicale. Dallo Ska Jamaicano e R&B dei 60’s fino al Britpop e, butto nel calderone non per tutti ma soprattutto in UK, anche la scena Acid House.

Qualsiasi altro movimento, ha una o più mancanze su questi punti! 

Si può essere Mod o Skin o Punk anche senza avere lo Scooter.

Appassionati di moto o biker di qualsiasi tipo, dal custom all’adventure. Hanno il veicolo, i raduni, i viaggi, passiamo anche una certa idea stereotipata sull’abbigliamento in rari casi, ma si ritrovano ad ascoltare Ricchi e Poveri, AC/DC, Ramones in stile Virgin Radio. Non possono quindi contare su una scena musicale ben precisa e radicale!

Di fatto gli Scooterboys hanno la possibilità di vivere il proprio stile di vita a 360°! Ed è una cosa estremamente rara se ci pensate!

E Voi? Cosa ne pensate? Scrivetelo nei commenti sui canali Social!!

Born Free. Ride Free.

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