Dopo tutto perchè no? Perchè non dare continuità ad una mania che mi insegue da tutta la Vita? Perchè non mettere a disposizione quel poco di esperienza al servizio di tanti Scooteristi realizzando le loro creazioni soltanto sognate?
Capita sempre più spesso di ricevere richieste per restaurare o customizzare degli Scooter d’epoca, soprattutto Lambretta. All’inizio mi sono capitati veicoli sfortunati, martoriati dai meccanici di paese, dagli “amatori”, dagli ammioccuggino, vere e proprie missioni impossibili. Correggere, adattare e buttare decine di pezzi, dopo che qualcuno ci ha già speso fior di soldi, non è facile. Parte del progetto di crescita, mi ha insegnato ad essere il più crudo possibile con i clienti! “Questo telaio è fradicio”, “La trovi già restaurata alla metà del prezzo”.
Poi capitano progetti magici, sospesi nel tempo. Perchè la vita la srotoli ma poi sfila via e non ci puoi fare nulla, come la Lambretta Silver Special che ho realizzato per il mio amico Mirko.
Bisogna fare un salto indietro di una quindicina di anni, quando molti di noi avevamo meno capelli bianchi, meno responsabilità e tanto più tempo per volare sulle strade in giro per raduni in tutta Italia. Selvaggi e con la libidine di (pensare di) avere tutto il tempo del Mondo per mettere insieme 2 o 3 scooter da poter usare, vedendoli crescere con le proprie mani serata dopo serata in officina con gli amici. Poi la vita cambia, le coppie diventano babbi e mamme, i sacrifici sul lavoro danno i frutti dopo anni e le passioni mutano o rimangono congelate.
Fast forward. Ottobre 2025, ricevo un messaggio su Whatsapp da parte di Mirko, anzi una conversazione tipo:
“Oh Gegio, ma te la ricordi la Lambretta Silver Special del pompiere? Si dai, quella con i cofani con lo stemma dei Vigili del Fuoco? Te la ricordi all’Elba?”
“Bah Mirkino ne vedo tante, mi pare di si, forse ho le foto nel vecchio HD… Se ti servono ci guardo, ma vai a capire che fine ha fatto…”
“Sie, che fine ha fatto!! L’avevo comprata io! E’ in cantina da 15 anni! L’avevo fatta anche verniciare! Ho deciso, mi è ripartita la libidine! La voglio rimettere in strada! Una sera vieni a vederla e mi dici!”
Qualche giorno dopo, in notturna, ci diamo appuntamento al suo garage per capire di che cosa stiamo parlando. Dopo un paio di peripezie per parcheggiare il furgone, già pronto per un eventuale ritiro, cominciamo a scavare per tirare fuori la Lambretta dalla cantina…
Ogni singolo pezzo della carrozzeria avvolto nel pluriball; e ancora pacchetti, pacchettini, ceste zeppe di ricambi, marmittone, un paio di carburatori VHSH, ammortizzatori Bitubo, una marea di roba immancabile su ogni Lambretta sulla quale avremmo sbavato 15 anni prima… Buste Casa Lambretta, Tutto Lambretta, Scoot-RS. Tante capsule del tempo.
Poi vedo il telaio. Un progetto cominciato chissà in quale giorno d’Inverno e là rimasto, con le guaine che mai avevano assaporato una singola cambiata, già vecchie e segnate. Qualche dado arrugginito. Scocca la scintilla.
“Mirkino tranquillo che qui ti faccio un lavoro da manicomio! Carico tutto e controllo quello che si salva in officina da me, poi vediamo il da farsi! Ma il motore?”
“Forse lo ha ancora Lorenzo, da qualche parte, sono passati anni e un paio di traslochi, ma lo recupero dai! Avevo un Imola 186…”
Carico tutto nel mio fido Multivan, nell’oscurità, ma gasato di vedere tutto quello che avrò a disposizione per mettere in strada questa Lambretta Silver Special. Mi ritrovo la mattina seguente appena fuori dal garage, tra teli di nylon, bolle, bustine a spulciare e catalogare tutto. Telaio, scudo, pedane, cofani, parafanghi, sella Ancillotti di ordinanza, livrea rossa e nera, con lo schema colore più in voga nei tempi che furono.
Spuntano dal marasma: un fanale Lucas, un freno a disco Nissin usato, il serbatoio maggiorato e cromato Saigon Scooter Centre, una coppia di cerchi tubeless SIP neri, il coperchio del manubrio modificato per alloggiare il contamiglia Smith che trovo una scatola più là, un ammortizzatore posteriore R1 senza boccole (ovviamente), candy stripes bianconeri, degli immancabili listelli cromati stile Spaq, molle rinforzate per la forcella, bulloneria, qualche profilo in gomma ancora buono e svariati pezzi di carrozzeria cromati. Allora mi immagino cosa avesse in testa Mirko, ispirato dai tanti scooter Custom che vedevamo in giro per i raduni… e decido di unire alla sua idea un pò di farina del mio sacco…
Piazzo immediatamente un ordine sostanzioso di tutto ciò che mancava o andava sostituito: profili in gomma, faro posteriore Led bgm, gabbie a rulli per la forcella, tamponi e perni per le biellette, ferramenta saliente, tubo in treccia aeronatica, pompa e manicotto per il freno a disco, quindi Sluk Clip, modanature, scritte e scudetti, interruttori, serrature, guaine teflonate, impianto elettrico semplificato, boccole per le aste dei comandi etc etc.
Il comparto viteria sarà completamente in acciaio inox lucidato.
La carrozzeria non è perfetta, d’altro canto, 15 anni avvolta nel nylon e una preparazione all’epoca non proprio impeccabile, hanno avuto un certo peso. Prima dell’assemblaggio controllo, pulisco e lucido, mentre attendo la consegna dei pezzi che ho ordinato.
Sulla forcella saldo le staffe superiori per impiegare gli inconsueti ammortizzatori Bitubo rossi vecchia scuola, i cui perni per il fissaggio inferiore sono andati smarriti chissà dove… Entra in gioco, e lo resterà per l’intero progetto Giulino della PharmaTech, che realizza su misura 2 perni in acciaio, saranno il primo tocco di classe di una lunga serie!
Passano pochi giorni e c’è fermento in garage, la missione è quella di consegnare lo scooter in tempo per l’inizio della stagione e conseguente raduno Elbano 2026. Le scatole di ricambi si sovrappongono e si svuotano altrettanto velocemente. Ogni pezzo al suo posto come un puzzle…
Cavalletto e para spruzzi, parafango posteriore, serbatoio maggiorato e rubinetto fast flow, portaoggetti, gruppo ottico posteriore, guaine, impianto elettrico tutto al proprio posto.
Strada facendo decido di dare vari tocchi personali, immancabili e doverosi su questa Lambretta Silver Special. Durante il pre montaggio della forcella anteriore, con il freno a disco Spaq, che richiede tra l’altro una revisione approfondita della pinza freno e la sostituzione del disco, purtroppo deformato, mi accorgo che la tubazione ha bisogno di compiere un giro diverso dal solito per trovare il giusto percorso all’interno del manubrio, permettendo così il montaggio del contamiglia Smith, molto più ingombrante dell’originale. Realizzo quindi una piccola gobba in resina per coprire il raccordo e rendere più racing e armonico il discorso. Decido di aggiungere ancora più pepe, utilizzando la mia amata vernice Raptor sull’intera forcella, sul coperchio del manubrio e sulla cuffia del cilindro modificata per migliorare il raffreddamento forzato (avrei voluto impiegarla anche sul coprivolano e sul ponticello delle pedane per eliminare quasi del tutto le cromature dallo scooter, ma il proprietario era di un altro avviso!)! La texture goffrata ha sempre una marcia in più, a mio modesto parere…
L’ammortizzatore posteriore R1 non aveva le boccole, quindi per il montaggio entra nuovamente in gioco Giulio della PharmaTech che realizza anche qua boccole e distanziali su misura e a scomparsa, belle e discrete, non come le canoniche e cacofoniche in teflon….
Viene quindi montato lo scudo con i listelli cromati, quindi il copriclacson ed il parafango anteriore. La Lambra di Mirko finalmente comincia ad avere una forma!
Arriva finalmente anche il motore, dimenticato sotto un banco di lavoro per svariati anni. Revisione generale del gruppo termico, un leggendario Imola 186cc, misurando le fasi (storicamente le rifiniture di questi kit non erano il top…), pulendo le imperfezioni, rivendendo lo squish per uso turistico + carburanti moderni, controllo cuscinetti, paraoli, filettature etc. Viene completato il montaggio con l’adozione di sigillante siliconico sul basamento, piano testa e l’immancabile serraggio delle bulloneria con la chiave dinamometrica. Infine pressure test per escludere ogni tipo di infiltrazione d’aria e semplificare la messa a punto, soprattutto a livello di carburazione.
La scelta del carburatore, un Dell’Orto VHSH 30mm, aveva già implicato il taglio del cofano, ed in abbinamento troviamo ovviamente un filtro in spugna Casa Performance per proteggere il motore dalle impurità, allungandone la vita.
La trasmissione svela alcune soprese, come l’ingranaggio della terza montato al contrario e un gioco cambio un pò troppo abbondante. Ogni singolo pezzo viene lavato con la vasca ad ultrasuoni, quindi controllato. Stessa cura al gruppo frizione, che prevede nuovi dischi in sughero e molle MB Development. Tendicatena vecchia maniera TS Quick Slip e abbinamento pignone/catena 16×46 con cambio Pacemaker.
Vengono adottati dei tappi sul copricarter neri anodizzati con tanto di oblò per il livello dell’olio e l’immancabile guarnizione BGM con labbro in silicone.
Accensione Varitronic settata a 24° e via andare. La marmitta, una PM tuning 25, viene completamente trattata e sistemata da Mirko, io nel mentre realizzo 2 distanziali per il fissaggio sulla staffa nel carter e taglio la pedana per evitare contatti del terminale in caso di utilizzo in coppia e buche abbondanti!
Vengono quindi sostituiti i prigionieri originali dal tamburo posteriore e dal mozzo a disco anteriore per l’impiego dei cerchi Tubeless SIP neri, con gli appositi allungati. I pneumatici scelti sono degli Unilli 3.50/10, sportivi e dalla mescola morbida! Perfetti per lo stile di questa Lambretta Silver Special in salsa Custom!!
Per il montaggio del faro anteriore supplementare Lucas è stato necessario forare lo scudo già verniciato seguendo le misure “ufficiali”, non contento del kit di fissaggio fornito, decido di farmene uno su misura con pressacavo a tenuta stagna, tutto in acciaio inossidabile by Giulino PharmaTech. Spaziale e funzionale!
Esteticamente mi accorgo che la leva del freno a disco cozza con quella della frizione originale lambretta e decido di intervenire sagomandola il più vicino possibile a quella standard, lucidando poi tutto a specchio!
Un paio di litri di miscela, bella ricca, apro il rubinetto e vedere scorrere la benzina fino dentro al carburatore mi da sempre una certa emozione… Andrà bene? Sarà contento? Ci saranno problemi per la messa a punto?
Bastano 4 colpi alla pedalina per sentire finalmente il rombo della Lambretta Silver Special con l’Imola 186cc. 15 anni stivata in cantina, in 1000 pezzi. Il profumo del LiquiMoly Racetec riempie l’officina e svaniscono le fatiche di ore e ore passate sopra lo scooter sperando di sorprendere il proprietario che tutto ma proprio tutto non aveva visto nel dettaglio alla consegna….
Le prime accensioni servono da termometro per capire dove intervenire, immancabile e fondamentale il controllo della fase con la pistola stroboscopica, così come la scelta della configurazione del carburatore, che si rivela quasi subito azzeccata… Non rimane che fare le prime uscite in strada per capire le potenzialità di questo motorello… Per me ci siamo… Forse un rapporto finale più lungo ma direi che il passo è di tutto rispetto e la ciclistica si rivela da subito mostruosa!
Arriva il momento della consegna, siamo all’inizio di Aprile, in tempo per un pò di rodaggio prima dell’inizio della stagione e per qualche correzione inevitabile per ottenere IL risultato finale insperato!
Svelo la Lambretta Silver Special a Mirko, già la faccia dice tutto ed il suo commento non ammette repliche:
“Gegio sei riuscito a dare forma ai miei desideri con conoscenze tecniche, passione e dedizione.”
Ah, dimenticavo, dopo il tagliando dei 1500km, giusto un mese dopo la consegna, abbiamo allungato la rapportatura finale…
Al GPS, anzi ai GPS, la Lambretta segna oltre 140kmh… Direi che ci siamo…







































