Distretto Ruote Piccole 2026
Visionario. Fino all’inverosimile.
Eppure, ancora una volta, sono stato anni luce avanti.
Dice che “chi si loda, si imbroda”, ma io di merda alla fine ne ho mangiata tanta. Quindi, me ne frego. 3 anni di rodaggio, tra incognite (tante) e conferme (poche) con un nugolo di marchi e club che non hanno mai fatto mancare il proprio supporto come Pinasco, Gori, Sip Scootershop, RMS/Evok, WM Factory, GP Racing, Motor Art Retrò, Lambretta Club Triveneto, Cubrix e mi scuso se alcuni li ho dimenticati. Pronti dal primo momento a supportare un’utopia: il Distretto Ruote Piccole. Può essere definito come un’auto-produzione targata Scooterismo.it, supportata da Special Senza Marce, ospitata dal MBE. L’idea di racchiudere tutti i marchi ed i club più influenti del settore, creando un contorno importante di club e appassionati di Lambretta, Vespa, Scooter anni 90 e moped sta cominciando a dare i frutti. L’edizione del Distretto Ruote Piccole 2026 è stata follia. La sezione del padiglione 9 a a NOI dedicata, circa 1500mq, è stata letteralmente invasa da decine e decine e decine di migliaia di visitatori!
L’aspetto più bello del Distretto Ruote Piccole 2026? Gran parte di loro era orgogliosamente under-25! In direzione ostinata e contraria rispetto al trend che invade altri segmenti di categoria. Ragazzi ovunque, con le loro facce fresche ed ingenue, emozionati nell’incontrare i loro beniamini! Pronti a correre da uno stand all’altro in cerca di gadget o sentendo l’ennesimo “motorino” messo in moto di straforo!
La strada è giusta. Ma ancora lunga da percorrere. Mancano diversi tasselli da aggiungere per arrivare al completamento del puzzle che ho in testa da anni. Sicuramente un palco “nostro” per i nostri contenuti. Un area esterna per fare spettacolo e gasare i ragazzini, profumata 2T. Ed ancora un supporto ancora più convinto dei marchi in fase di avvicinamento all’evento, la sottoscrizione di ancora più stand di settore (…e viste le facce da “mi mangio le mani” di tutti i proprietari intervenuti come visitatori, c’è solo da attendere!). Sicuramente un lato grafico e degli allestimenti più accattivanti renderebbero ancora più visibile il progetto Distretto Ruote Piccole, “confinato” nel gigantesco padiglione 9 ma comunque ancora una volta uno tra i più visitati e amati. Perchè è di amore che stiamo parlando. Prima del business, l’amore per il veicolo e le sue genti, aspetto forse passato in secondo piano dove altri ambiti. Da noi rimane così, semplice. Fatto di abbracci, urla, casino, conversazioni strampalate da Francesi, Tedeschi ed Italiani, marmitte tuonanti e creazioni nate per mixare ingegno, nostalgia, tecnologia e passione, siano esse realizzate in casa o da officine specializzate.
Distretto Ruote Piccole 2026. Per la gente.
Vedere ragazzi marinare la scuola per accorrere in fiera a vedere gli scooter, babbi e zii con figli e nipoti al seguito ricordare le scorribande giovanili in sella a Vespe o Booster truccati, meno giovani rimanere sconvolti dalle creazioni estreme realizzate ed esposte per l’Iron Kings International sono l’epicentro della questione. Creare un evento per la gente. Alla portata di tutte le sfumature dello Scooterismo. Mischiare sapientemente originalità, rarità, elaborazioni, progetti, viaggiatori e specialisti del settore. Senza particolari superstar irraggiungibili. Produttori sul pezzo pronti a spiegare i nuovi prodotti e consigliare i propri clienti. Club ad illustrare le iniziative. Contest pronti a stupire con tutto il meglio del meglio selezionato negli ultimi mesi. Ovviamente, a parte rarissime eccezioni vincenti ad altri eventi, MAI mostrate al grande pubblico! Vedere Lambretta Chopper come Tattoo o Sheer Havoc o la complessa Vespa Mazda già comparsa su The Split, di Dave Buderus, ad eventi Italiani era molto improbabile. Dei fulgidi esempi dal sangue corsaiolo come la Vespa TM Arancione di Domenico Cubeda, la 220cc di Egig o le stilosissime realizzazioni Francesi su base Lambretta hanno donato, insieme a tutti gli altri veicoli in concorso, una qualità imprendibile in termini di scooter d’epoca per l’intero stivale (e non solo…). La parte più difficile rimane e rimarrà selezionare sempre e solo creazioni mai mostrate ai miei eventi!
La risposta al Distretto Ruote Piccole 2026 è stata finalmente gigante. Capace di stupire tutte le testate giornalistiche online e/o cartacee e le televisioni. Già ci eravamo nella mappa, ma le persone non avevano compreso bene il potenziale della mia visionaria idea. Molti dei video prodotti sui social sono tra i più visti della fiera.
Potrei essere il tu’ babbo…
La parte più importante di questo Distretto Ruote Piccole 2026 è legata a doppio filo con i MIEI ragazzi. I miei nipoti adottivi ormai. Saliti a bordo del folle carrozzone autoprodotto di Scooterismo.it, con stile, spavalderia ed entusiasmo, sono stati fondamentali per la riuscita del weekend Veronese. Sto ovviamente parlando della mia Crew, composta da Dario “Dabio” Peluso e da Edo Corradi. Recuperati dopo autorizzazione dei genitori direttamente a domicilio, Giovedì mattina all’alba. Giusto il tempo di caricare tutto sul furgone e siamo in strada, subito pronti a sparare cazzate ed idee come in un vortice. Sono stati impegnati per 4 giorni tra foto, video, microfoni, shooting. Tutto portato a termine con grande occhio e professionalità, fiancheggiati da Joe alla Domenica. Il loro entusiasmo e voglia di fare, arrivare, comprendere e personalizzare, per un eterno Peter Pan come me, è ossigeno puro in un mare di staticità che contraddistingue gran parte della scena scooterista attuale. Vederli impartire direttive, spostare scooter, condividere ed assimilare consigli e parlare di progetti e cazzate varie in furgone è stato sicuramente l’aspetto più bello di tutto il weekend. Ben oltre il risultato finale della kermesse.
Ho volutamente omesso le foto in questo articolo! Tra qualche giorno tutte le nostre creazioni e shooting fotografici inonderanno tutti i social network! Per questo motivo: STAY TUNED!
Born Free. Ride Free.

